Le Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale

Scopriamo Le Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale, veri e propri colossi del mare, capaci con la forza dei loro cannoni di dominare i mari e cambiare le sorti del conflitto.

Andremo alla scoperta delle navi più potenti del conflitto, navigando tra la marina italiana, tedesca, inglese, giapponese e americana.

Abbiamo già incontrato la varie volte la Seconda Guerra Mondiale, raccontando storia, uomini, macchine, navi, aerei in questi articoli:

In questo capitolo, ci concentreremo sulle Navi da Battaglia, andando a scoprire le Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale.

10.Richelieu – Francia

Iniziamo il nostro viaggio con le Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale con una protagonista poco conosciuta.

Pur essendo considerata il fiore all’occhiello della Marina Militare Francese, la Richelieu, facente parte con altre 3 navi dell’omonima classe, non ebbe quasi modo di distinguersi in battaglia.

Ciò è da attribuire alle vicende che videro la Francia capitolare rapidamente a seguito dell’invasione nazista, e delle conseguenze a livello diplomatico con gli ex alleati inglesi.

Winston Churchill, ben conscio del pericolo che la flotta francese avrebbe potuto avere una volta in mani tedesche, ordinò la distruzione della forza transalpina nella controversa vicenda di Mers-el-Kébir.

La Richelieu, non si trovava nel porto algerino, bensì in Senegal, a Dakar, dove venne prese di mira dalle forze britanniche per la stessa motivizione.

Vi fu un breve scontro a fuoco che si risolse con un nulla di fatto e la Richelieu passò successivamente nel 1942 al fianco degli alleati.

Riparata per alcuni lavori di ammodernamento presso i cantieri di New York, venne ispezionata a lungo dagli ingegneri statunitensi e inglesi, che espressero profondi dubbi sull’armamento e su altri difetti della nave.

Richelieu

  • Dislocamento: 47.500  tn
  • Lunghezza: 247,9 mt
  • Larghezza: 33 mt
  • Velocità: 30 nodi 
  • Autonomia: 2000 n.mi. a 30 nodi
  • Armamento Principale: 8 cannoni da 380 mm in impianti quadrupli
  • Armamento Secondario: 9 cannoni da 152 mm in impianti tripli
  • Corazzatura Cintura: 343 mm
  • Ponti: 50-170 mm
  • Torri: 170-445 mm
  • Equipaggio: 1.550

9.Admiral Graf Spee – Germania

Concepita come un ibrido tra corazzata e incrociatore (venne definita anche corazzata tascabile), la Graf Spee assieme alle sorelle Admiral Scheer e Deutschland  (successivamente Lutzow), aveva il compito di cacciare il naviglio mercatile britannico, affondarlo, e allontanarsi a grande velocità, in cerca della sua prossima preda.

La Graf Spee, entrò in servizio durante le prime fasi della guerra, seminando il terrore nell’Atlantico del Sud. L’ammiragliato inglese, ben conscio della sua pericolosità, si mise sulle sue tracce, intercettando la corazzata tascabile con una squadra di incrociatori; l’Exeter, l’Achilles e l’Ajax.

La Battaglia del Río de la Plata

Le tre navi britanniche, presero contatto con la Graf Spee alle 06.14 del 13 dicembre 1939, al largo delle coste uruguaiane. Immediatamente iniziò uno il cannoneggiamento, che imperversò fino alle 19 di sera.

La Graf Spee, pur infliggendo gravi danni alle unità alleate, non riuscì a mettere a segno dei colpi decisivi, e a sua volta ricevette alcune bordate che la costrinsero a rifugiarsi nel porto neutrale di Montevideo.

Qui, la situazione presi dei contorni politici intriganti e curiosi. Le diplomazie dell’Asse, così come quelle Alleate, iniziarono una fitta rete di colloqui e pressioni col governo uruguaiano, al fine di far lasciare il porto alla corazzata tascabile.

Dopo un serrato intrigo di spie e diplomazia, il 17 Dicembre la Graf Spee uscì dal porto di Montevideo, fermò i motori e alle 20.00 il capitano Langsdorff diede l’ordine di autoaffondamento.

La prima battaglia navale tra Germania e Inghilterra, si concluse con una netta vittoria inglese, nonostante la netta superiorità della Graf Spee.

Le vicende della nave corsara e la Battaglia di Rio de la Plata, sono narrate nel film “La battaglia di Rio della Plata” del 1956, disponibile gratis in streaming su Youtube.

Admiral Graf Spee

  • Dislocamento: 16200 tn
  • Lunghezza: 188 mt
  • Larghezza: 22 mt
  • Velocità: 28,5 nodi
  • Autonomia: 8.900 mn a 20 nodi
  • Armamento Principale: 6 × 28 cm SK C/28 (torri triple)
  • Armamento Secondario: 8 × 15 cm SK C/28 (impianti singoli)
  • Siluri: 8 tubi lanciasiluri da 533 mm (4×2)
  • Corazzatura: 102 mm alla linea di galleggiamento
  • Equipaggio: 1.150

8.Hood – Inghilterra

Nonostante tecnicamente fosse classificato come Incrociatore Pesante, anche la HMS Hood era un ibrido tra incrociatore e corazzata, con uno spiccato bilanciamento verso quest’ultima classe.

Impostata nel 1916 e varata nel 1918, l’Hood, subì nel corso degli anni diverse modifiche che la portarono ad avere una configurazione moderna e all’avanguardia allo scoppio del secondo conflitto mondiale.

Nel corso della guerra, prese parte all’Operazione Catapult, ovvero la distruzione della flotta francese onde evitare che cadesse in mani naziste, e soprattutto fu una delle grandi protagoniste della Caccia alla Bismarck.

L’Hood fu una delle unità incaricate di dare la caccia al gigante tedesco, che dopo alcuni scambi di bordate, affondò 06.05 la nave orgoglio della marina inglese.

Una salva tedesca colpì in pieno la santabarbara sotto la torre A, facendo letteralmente esplodere l’Hood, che si inabissò nell’oceano tutto il suo equipaggio. Solo 3 superstiti vennero salvati dai caccia inglesi: Ted Briggs, Bob Tilburn e Bill Dundas.

Hood

  • Dislocamento: 49.000 tn
  • Lunghezza: 262 mt
  • Larghezza: 31 mt
  • Velocità: 29 nodi (51,86 km/h)
  • Autonomia:5 332 miglia a 20 nodi 
  • Armamento Principale: 8 pezzi Mark I da 381/42 mm
  • Armamento Secondario: 12 pezzi da 5.5″/50 (140 mm) BL Mark I
  • 4 tubi lanciasiluri da 21″ (533 mm)
  • Corazzatura: 44 – 51 mm al castello di prua
  • 51 mm al ponte superiore presso i magazzini, 19 mm nelle altre parti
  • 76 mm al ponte principale presso i magazzini, 25 mm nelle altre parti
  • 76 mm al ponte inferiore presso i serbatoi, 51 o 25 nelle altre parti
  • Equipaggio: 1.418

7.South Dakota – USA

Al settimo posto delle Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale abbiamo la prima apparizione della marina statunitense. Le corazzate americane classe South Dakota comprendevano 4 unità pressoché identiche:

  • South Dakota
  • Indiana
  • Massachusetts
  • Alabama

Tra queste unità, la South Dakota fu quella che più si distinse durante la Seconda Guerra Mondiale. Prese parte ad alcune operazioni in Atlantico fino al 1943, tornando poi sul fronte del Pacifico per combattere la flotta giapponese.

Venne impiegata in numerose missioni come nave scorta ai gruppi portaerei, e i suoi micidiali pezzi da 406mm ebbero il loro bel da fare nel cercare di stanare le fortificazioni terrestri nipponiche.

Assieme all’altra corazzata americana classe Washington, si distinse particolarmente nella sanguinosa Battaglia di Guadalcanal.

South Dakota

  • Dislocamento:  44.519 tn
  • Lunghezza: 210 mt
  • Larghezza: 33 mt
  • Velocità: 27 nodi (51,86 km/h)
  • Autonomia: 5.400 mn a nodi 18
  • Armamento Principale: 9 pezzi 16 in/45 Mark 6 da 406 mm
  • Armamento Secondario: 20 × cannoni 5 in/38 da 127 mm
  • Corazzatura: Cintura: 310 mm
  • Ponte: 152 mm
  • Torri: 457 mm
  • Barbette: 440 mm
  • Equipaggio: 2.500

6.Nagato – Giappone

La Nagato fu fino all’arrivo della micidiale Yamato, il fiore all’occhiello della Marina Giapponese. La nave fu la prima al mondo a essere dotata di cannoni principali da 406/45 mm, rendendola un vero e proprio spauracchio per le marine avversarie.

Durante la campagna del Pacifico la Nagato prese parte a numerose operazioni, non impegnando mai i suoi temibili pezzi fino alla Battaglia del Golfo di Leyte, nell’ottobre 1944.

Dopo questa breve ma intensa parentesi, la nave dovette effettuare alcune riparazioni in cantiere, dato era stata attaccata numerosi aerei che l’avevano colpita con bombe e siluri.

La successiva crisi del Giappone, ormai a corto di materie prime e carburante, obbligò la Nagato a rimanere in porto, impegnandosi solo come naviglio costiero.

La resa del Giappone a seguito del lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, segna la fine della Nagato, che diverrà nave bersaglio per i test atomici statunitensi negli atolli del Pacifico.

I test dimostrano la straordinaria forza e robustezza della nave, che ancorata a soli 200m dall’esplosione di una bomba atomica da 20 kton (20000 tonnellate di tritolo), resistette con dignità e affondò solo dopo 5 giorni.

Nagato

  • Dislocamento: 39.130 tn
  • Lunghezza: 224,5 m
  • Velocità: 25 nodi 
  • Autonomia: 8 650 miglia a 16 nodi
  • Armamento Principale: 4 torri binate con cannoni da 406/45
  • Armamento Secondario: 20 cannoni singoli da 140 mm Type 3
  • Corazzatura: 13.032 tonnellate pari il 32,6% del dislocamento
  • Equipaggio: 1.368

5.King George V – Inghilterra

La King George V, costruita nel 1937 e varata nel 1939 era l’esempio lampante della concezione britannica di corazzata durante gli anni 30 e 40. La nave era robusta e ben protetta, con una discreta potenza di fuoco e un buon bilanciamento generale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale si disimpegnò in numerose missioni. Celebre fu il ruolo che ebbe nell’affondamento della Bismarck anche se successivamente i comandi inglesi la ritennero superata per concezione. Venne utilizzata specialmente come scorta ai convogli e batteria in movimento come ausilio ad operazioni terresti e sbarchi.

King George V

  • Dislocamento: 42.000 tn
  • Lunghezza: 227 mt
  • Larghezza: 31 mt
  • Velocità: 32 nodi (51,86 km/h)
  • Autonomia: 5.400 mn a nodi 18
  • Armamento Principale: 10 cannoni BL Mk VII da 360 mm
  • Armamento Secondario: 16 cannoni QF Mk I da 133 mm
  • Corazzatura: Cintura principale 374 mm
  • Cintura inferiore 137 mm
  • Ponte fino a 136 mm
  • Torrette principali 324 mm
  • Barbette 324 mm
  • Equipaggio: 1.314 – 1.631

4.Roma – Italia

Fiore all’occhiello della Regia Marina Italiana, la Roma era una corazzata moderna e brillante. Ben corazzata, veloce, potente, costruita con sapiente tradizione alle spalle, non riuscì mai a prendere parte attiva al conflitto. La sua presenza nel Mediterraneo avrebbe sicuramente impensierito la Home Fleet inglese, ma i problemi economici e industriali dell’Italia di Mussolini ne rallentarono l’entrata in servizio, avvenuta solo nel 1942.

All’indomani dell’8 Settembre 1943, venne affondata da un gruppo di bombardieri tedeschi partiti dalla Francia che la sorpresero vicino alle coste della Sardegna. Le bombe che colpirono la nave causarono una serie di reazioni a catena che in brevissimo tempo portarono all’esplosione della torre numero 2 con i pezzi da 381 mm. La Roma si squarciò in due, inabissandosi in pochi minuti.

Il vanto della Marina Italiana perì così, senza avere l’onore di aver mai impegnato una nave nemica.

Roma

  • Dislocamento: 46 215 t  tn
  • Lunghezza: 240 mt
  • Larghezza: 32 mt
  • Velocità: 31 nodi (57,4 km/h)
  • Autonomia: 3 920 miglia a 20 nodi
  • Armamento Principale: 9 da 381/50 Mod. 1934
  • Armamento Secondario: 12 da 152/55 mm Mod. 1936
  • Corazzatura: 350 mm (verticale)
  • 150 mm (orizzontale sopra i depositi munizioni)
  • 350 mm (max. artiglierie principali)
  • 280mm (max.artiglierie secondarie)
  • 260 mm (torrione di comando)
  • Equipaggio: 120 ufficiali e 1.800 equipaggio

3.Missouri – Stati Uniti

La Missouri, è senza ombra di dubbio una delle regine della Seconda Guerra Mondiale. La nave, faceva parte della classe Iowa, una serie di unita di superficie pesantemente armate, che entrarono in servizio nel 1944.

Le grandi bocche da fuoco da 406 mm dovevano sventrare i bunker giapponesi e ingaggiare le potenti Yamato e Musashi. La campagna del Pacifico, prese una piega ben diversa rispetto a quella ipotizzata dagli analisti, ed in rapido tempo le Portaerei divennero ben più importanti delle Navi da Battaglia.

La Missouri, si disimpegnò egregiamente come cannoniera in movimento, facendo pesare la stazza e le dimensioni in battaglie storiche come quella di Iwo Jima.

Dopo il lancio delle bombe atomiche, il Giappone firmò la sua resa proprio sul ponte della corazzata, che servirà anche durante la Guerra di Corea e quella del Golfo, subendo negli anni numerosi ammodernamenti ai sistemi d’arma e di difesa.

Missouri

  • Dislocamento: 45000  tn
  • Lunghezza: 271,27 mt
  • Larghezza: 32 mt
  • Velocità: 33 nodi (61,12 km/h)
  • Autonomia: 9 600 miglia a 25 nodi (17 780 km a 46,3 km/h)
  • Armamento Principale: 9 cannoni da 406mm/50cal
  • Armamento Secondario: 20 cannoni da 127mm/38cal
  • Corazzatura:Torrette: 295-439mm
  • Cintura principale: 307mm
  • Ponte superiore 191mm
  • Torrione Comando: 287mm
  • Equipaggio: 151 ufficiali + 2637 sottufficiali e comuni

2.Bismarck – Germania

La Bismarck fu senza alcun dubbio il fiore all’occhiello della Marina Tedesca, la Kriegsmarine, durante la Seconda Guerra Mondiale. Assieme alla gemella Tirpiz, venne progettata per dominare i mari Atlantici e spezzare la catena di rifornimenti tra Stati Uniti e Inghilterra.

La nave, era dotata di una grande corazzatura, unita a 8 cannoni da 380 mm che sprigionavano una potenza di fuoco devastante. Venne affondata il 27 Maggio 1941, a seguito della sua prima uscita in mare.

La Marina Inglese, fece di tutto per scovare la Bismarck e distruggerla. Dopo un primo contatto con alcuni cacciatorpedinieri nello stretto di Danimarca, la possente nave tedesca venne attaccata dalle corazzate Hood e Prince of Wales. La Bismarck, che navigava in coppia con l’ incrociatore Prinz Eugen non si fece scrupoli e in un battibaleno affondò l’Hood.

La Caccia alla Bismarck

L’ammiragliato britannico concentrò tutte le sue forze per cercare la corazzata tedesca che dopo una strenua lotta venne raggiunta dalla flotta inglese ed infine affondata. Sulla vicenda, esistono diverse versioni. La parte inglese sostiene che sia stata la marina della Regina a far colare a picco la corazzata. La parte tedesca di contro, dichiarò sempre che si sia deciso di autoaffondare la nave per non farla cadere in mani nemiche.

Durante le ultime fasi della battaglia, un siluro colpì la Bismarck, danneggiando il meccanismo di controllo del timone, che rimase bloccato a 15º. La grande nave, impossibilitata a manovrare, aspettava ormai il compiersi del suo destino. Nonostante i numerosi siluri e i colpi da 356mm della King George V, il relitto della Bismarck, dopo un’indagine del 2002, risulta in ottimo stato di conservazione.

La cintura corazzata e lo scafo, ad eccezione di una sezione di circa trenta metri della poppa, sono praticamente intatti, e non vi sono le falle che i siluri, che secondo la marina britannica avrebbero affondato la corazzata.

Questo avvalora la tesi dell’autoaffondamento.

Bismarck

  • Dislocamento: 50 900 tn
  • Lunghezza: 251 mt
  • Larghezza: 36 mt
  • Velocità: 30,5 nodi (56,49 km/h)
  • Autonomia: 8 100 miglia a 16 nodi / 3 740 miglia a 30 nodi
  • Armamento Principale: 8 × 38 cm SK C/34 (4 torri binate)
  • Armamento Secondario: 12 × 15 cm SK C/28 (6 torri binate)
  • Corazzatura: Protezione verticale: 330 mm, orizzontale 50+80 mm
  • barbette 340 mm
  • Equipaggio: 2.100 (103 ufficiali)

La Caccia alla Bismarck, è stata raccontata nel film Affondate la Bismarck, del 1960, mentre se siete golosi di documentari, ecco l’ottimo showreel del National Geopraphic.

1.Yamato – Giappone

Al primo posto delle Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale non poteva che esserci la Yamato.

La Yamato, assieme alla gemella Musashi, era senza ombra di dubbio la più imponente corazzata della Seconda Guerra Mondiale. Il suo immenso dislocamento, unito ad una potenza di fuoco devastante, l’avevano resa una sorta di grande Sacro Graal dei mari.

La nave, era la casa dell’ammiraglio Yamamoto e venne impegnata in numerose campagne del pacifico. Nella battaglia del Mar delle Filippine, del 1944, sparò i primi micidiali colpi delle torrette da 460 mm, colpendo un caccia ed una portaerei.

Con il Giappone ormai al collasso, la nave venne impegnata in tutti i fronti possibili, senza adeguata copertura aerea. La superiorità degli americani in termini numerici era ormai troppo forte e nel 1945 prese parte all’Operazione Ten-Go, l’ultima grande offensiva navale giapponese.

La Fine dell’Era delle Corazzate

La missione sin dall’inizio era stata pensata come “missione suicida”, tant’è vero che la Yamato venne rifornita con carburante per il solo viaggio di andata. Arrivata a tiro delle unità americane, la grande nave venne presa di mira di uno stormo continuo e perenne di aerei statunitensi.

Ci vollero 13 siluri e 12 bombe per spezzare le redini alla Yamato, che in breve tempo colò a picco, sancendo una volta per tutte, la fine delle corazzate nella guerra moderna, ormai spodestate dalle portaerei e dai sottomarini.

Yamato

  • Dislocamento: 72.810  tn
  • Lunghezza: 263 mt
  • Larghezza: 38 mt
  • Velocità: 27 nodi (50 km/h)
  • Autonomia: 8 000 miglia a 18 nodi
  • Armamento Principale: 9 × 40 cm/45 Type 94 (3×3)
  • Armamento Secondario: 12 × Type 3 da 155 mm (4×3)
  • Corazzatura: torrette: 650 mm frontale, 190 mm posteriore, 180 mm cielo, 410 mm fianchi;
  • cintura principale: 409 mm digradanti a 80 verso il fondo dello scafo, non accertata la presenza di una cintura superiore da 152 mm;
  • ponti corazzati: 200 principale, 9 mm antischegge inferiore, 35-50 sul ponte di coperta;
  • torrione comando: 550 mm.
  • Equipaggio: 2.750 uomini

Bonus: La Corazzata Potëmkin

Cosa c’entra la Corazzata Potëmkin con le Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale?

Calma ragazzi miei, calma.

Sulle parole “Corazzata Potëmkin” il mondo si divide in due fazioni. La prima, è composta da appassionati di storia e mondo militare, la seconda è quella invece dei fanatici di Fantozzi.

La Corazzata Potëmkin era una nave della marina militare russa, che fu protagonista nel 1905, di un clamoroso ammutinamento, che ebbe ampi risvolti sociali all’interno di quella che sarà l‘Unione Sovietica.

L’episodio, verrà poi trasportato al cinema nel 1925 da Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, grande cineasta russo.

La pellicola, pesante oltre ogni modo, sarà il vessillo principe di Guidobaldo Maria Riccardelli, appassionato di cinema e capo del mitico ragionier Ugo Fantozzi.

Paolo Villaggio, dall’alto di una maestria unica, ricamerà sulla Corazzata Potëmkin, uno degli episodi più magnifici della saga di Fantozzi.

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Grazie per aver letto le Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale