Le 5 Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale

Veri e propri colossi del mare, capaci con la forza dei loro cannoni di dominare i mari e cambiare le sorti del conflitto. Scopriamo Le 5 Migliori Corazzate della Seconda Guerra Mondiale.

Bismarck – Germania

Bismarck
Bismarck

La Bismarck fu senza alcun dubbio il fiore all’occhiello della Marina Tedesca, la Kriegsmarine, durante la Seconda Guerra Mondiale. Assieme alla gemella Tirpiz, venne progettata per dominare i mari Atlantici e spezzare la catena di rifornimenti tra Stati Uniti e Inghilterra.

La nave, era dotata di una grande corazzatura, unita a 8 cannoni da 380 mm che sprigionavano una potenza di fuoco devastante. Venne affondata il 27 Maggio 1941, a seguito della sua prima uscita in mare.

La Marina Inglese, fece di tutto per scovare la Bismarck e distruggerla. Dopo un primo contatto con alcuni cacciatorpedinieri nello stretto di Danimarca, la possente nave tedesca venne attaccata dalle corazzate Hood e Prince of Wales. La Bismarck, che navigava in coppia con l’ incrociatore Prinz Eugen non si fece scrupoli e in un battibaleno affondò l’Hood.

La Caccia alla Bismarck

L’ammiragliato britannico concentrò tutte le sue forze per cercare la corazzata tedesca che dopo una strenua lotta venne raggiunta dalla flotta inglese ed infine affondata. Sulla vicenda, esistono diverse versioni. La parte inglese sostiene che sia stata la marina della Regina a far colare a picco la corazzata. La parte tedesca di contro, dichiarò sempre che si sia deciso di autoaffondare la nave per non farla cadere in mani nemiche.

Durante le ultime fasi della battaglia, un siluro colpì la Bismarck, danneggiando il meccanismo di controllo del timone, che rimase bloccato a 15º. La grande nave, impossibilitata a manovrare, aspettava ormai il compiersi del suo destino. Nonostante i numerosi siluri e i colpi da 356mm della King George V, il relitto della Bismarck, dopo un’indagine del 2002, risulta in ottimo stato di conservazione.

La cintura corazzata e lo scafo, ad eccezione di una sezione di circa trenta metri della poppa, sono praticamente intatti, e non vi sono le falle che i siluri, che secondo la marina britannica avrebbero affondato la corazzata.

Questo avvalora la tesi dell’autoaffondamento.

La Caccia alla Bismarck, è stata raccontata nel film Affondate la Bismarck, del 1960.

  • Dislocamento: 50 900 tn
  • Lunghezza: 251 mt
  • Larghezza: 36 mt
  • Velocità: 30,5 nodi (56,49 km/h)
  • Autonomia: 8 100 miglia a 16 nodi / 3 740 miglia a 30 nodi
  • Armamento Principale: 8 × 38 cm SK C/34 (4 torri binate)
  • Armamento Secondario: 12 × 15 cm SK C/28 (6 torri binate)
  • Corazzatura: Protezione verticale: 330 mm, orizzontale 50+80 mm
  • barbette 340 mm
  • Equipaggio: 2.100 (103 ufficiali)

King George V – Inghilterra

King George V
King George V

La King George V, costruita nel 1937 e varata nel 1939 era l’esempio lampante della concezione britannica di corazzata durante gli anni 30 e 40. La nave era robusta e ben protetta, con una discreta potenza di fuoco e un buon bilanciamento generale. Durante la Seconda Guerra Mondiale si disimpegnò in numerose missioni. Celebre fu il ruolo che ebbe nell’affondamento della Bismarck anche se successivamente i comandi inglesi la ritennero superata per concezione. Venne utilizzata specialmente come scorta ai convogli e come batteria in movimento come ausilio ad operazioni terresti e sbarchi.

  • Dislocamento: 42.000 tn
  • Lunghezza: 227 mt
  • Larghezza: 31 mt
  • Velocità: 32 nodi (51,86 km/h)
  • Autonomia: 5.400 mn a nodi 18
  • Armamento Principale: 10 cannoni BL Mk VII da 360 mm
  • Armamento Secondario: 16 cannoni QF Mk I da 133 mm
  • Corazzatura: Cintura principale 374 mm
  • Cintura inferiore 137 mm
  • Ponte fino a 136 mm
  • Torrette principali 324 mm
  • Barbette 324 mm
  • Equipaggio: 1.314 – 1.631

Missouri – Stati Uniti

Missouri
Missouri

La Missouri, è senza ombra di dubbio una delle regine della Seconda Guerra Mondiale. La nave, faceva parte della classe Iowa, una serie di unita di superficie pesantemente armate, che entrarono in servizio nel 1944. Le grandi bocche da fuoco da 406 mm dovevano sventrare i bunker giapponesi e ingaggiare le potente Yamato e Musashi. La campagna del Pacifico, presa una piega ben diversa rispetto a quella ipotizzata dagli analisti ed in rapido tempo le Portaerei divennero ben più importanti delle navi da Battaglia.

La Missouri, si disimpegnò egregiamente come cannoniera in movimento, facendo pesare la stazza e le dimensioni in battaglie storiche come quella di Iwo Jima. Dopo il lancio delle bombe atomiche, il Giappone firmò la sua resa proprio sul ponte della corazzata, che servirà anche durante la Guerra di Corea e quella del Golfo, subendo negli anni numerosi ammodernamenti ai sistemi d’arma e di difesa.

  • Dislocamento: 45000  tn
  • Lunghezza: 271,27 mt
  • Larghezza: 32 mt
  • Velocità: 33 nodi (61,12 km/h)
  • Autonomia: 9 600 miglia a 25 nodi (17 780 km a 46,3 km/h)
  • Armamento Principale: 9 cannoni da 406mm/50cal
  • Armamento Secondario: 20 cannoni da 127mm/38cal
  • Corazzatura:Torrette: 295-439mm
  • Cintura principale: 307mm
  • Ponte superiore 191mm
  • Torrione Comando: 287mm
  • Equipaggio: 151 ufficiali + 2637 sottufficiali e comuni

Roma – Italia

Roma
Roma

Fiore all’occhiello della Regia Marina Italiana, la Roma era una corazzata moderna e brillante. Ben corazzata, veloce, potente, costruita con sapiente tradizione alle spalle, non riuscì mai a prendere parte attiva al conflitto. La sua presenza nel Mediterraneo avrebbe sicuramente impensierito la Home Fleet inglese, ma i problemi economici e industriali dell’Italia di Mussolini ne rallentarono l’entrata in servizio, avvenuta solo nel 1942.

All’indomani dell’8 Settembre 1943, venne affondata da un gruppo di bombardieri tedeschi partiti dalla Francia che la sorpresero vicino alle coste della Sardegna. Le bombe che colpirono la nave causarono una serie di reazioni a catena che in brevissimo tempo portarono all’esplosione della torre numero 2 con i pezzi da 381 mm. La Roma si squarciò in due, inabissandosi in pochi minuti.

Il vanto della Marina Italiana perì così, senza avere l’onore di aver mai impegnato una nave nemica.

  • Dislocamento: 46 215 t  tn
  • Lunghezza: 240 mt
  • Larghezza: 32 mt
  • Velocità: 31 nodi (57,4 km/h)
  • Autonomia: 3 920 miglia a 20 nodi
  • Armamento Principale: 9 da 381/50 Mod. 1934
  • Armamento Secondario: 12 da 152/55 mm Mod. 1936
  • Corazzatura: 350 mm (verticale)
  • 150 mm (orizzontale sopra i depositi munizioni)
  • 350 mm (max. artiglierie principali)
  • 280mm (max.artiglierie secondarie)
  • 260 mm (torrione di comando)
  • Equipaggio: 120 ufficiali e 1.800 equipaggio

Yamato – Giappone

Yamato
Yamato

La Yamato, assieme alla gemella Musashi, era senza ombra di dubbio la più imponente corazzata della Seconda Guerra Mondiale. Il suo immenso dislocamento, unito ad una potenza di fuoco devastante, l’avevano resa una sorta di grande Sacro Graal dei mari.

La nave, era la casa dell’ammiraglio Yamamoto e venne impegnata in numerose campagne del pacifico. Nella battaglia del Mar delle Filippine, del 1944, sparò i primi micidiali colpi delle torrette da 460 mm, colpendo un caccia ed una portaerei.

Con il Giappone ormai al collasso, la nave venne impegnata in tutti i fronti possibili, senza adeguata copertura aerea. La superiorità degli americani in termini numerici era ormai troppo forte e nel 1945 prese parte all’Operazione Ten-Go, l’ultima grande offensiva navale giapponese.

La Fine dell’Era delle Corazzate

La missione sin dall’inizio era stata pensata come “missione suicida”, tant’è vero che la Yamato venne rifornita con carburante per il solo viaggio di andata. Arrivata a tiro delle unità americane, la grande nave venne presa di mira di uno stormo continuo e perenne di aerei statunitensi. Ci vollero 13 siluri e 12 bombe per spezzare le redini alla Yamato, che in breve tempo colò a picco, sancendo una volta per tutte, la fine delle corazzate nella guerra moderna, ormai spodestate dalle portaerei e dai sottomarini.

  • Dislocamento: 72.810  tn
  • Lunghezza: 263 mt
  • Larghezza: 38 mt
  • Velocità: 27 nodi (50 km/h)
  • Autonomia: 8 000 miglia a 18 nodi
  • Armamento Principale: 9 × 40 cm/45 Type 94 (3×3)
  • Armamento Secondario: 12 × Type 3 da 155 mm (4×3)
  • Corazzatura: torrette: 650 mm frontale, 190 mm posteriore, 180 mm cielo, 410 mm fianchi;
  • cintura principale: 409 mm digradanti a 80 verso il fondo dello scafo, non accertata la presenza di una cintura superiore da 152 mm;
  • ponti corazzati: 200 principale, 9 mm antischegge inferiore, 35-50 sul ponte di coperta;
  • torrione comando: 550 mm.
  • Equipaggio: 2.750 uomini

La Fine della Yamato

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