Le Migliori Canzoni dei Queen

Da Bohemian Rhapsody a We Will Rock You passando per We Are the Champions, Don’t Stop me Now e Another One Bites the Dust.Scopri Le Migliori canzoni dei Queen.

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Gli Inizi – Queen I

Nati a Londra nel 1973 la formazione vede; Freddie Mercury alla voce e al pianoforte, Brian May alla chitarra, John Deacon al basso e Roger Taylor alla batteria.

La carriera dei Queen inizia nel 1972, sulle ceneri degli Smile, gruppo dove erano presenti Brian May e Roger Taylor.Orfani di un cantante, Freddie Mercury, giovane studente di arti grafiche, si propone per il ruolo e viene “assunto”.

Subito dopo passa le audizioni un giovane studente di elettronica, pacato e taciturno, comodo per equilibrare le altre prime prime donne.E’ John Deacon, il bassista.

Il primo lavoro della band, Queen I, datato 1973, mostra una band vogliosa e piena di emozioni e idee, dove spicca il primo singolo, Keep Youself Alive.

Queen II, segue nel 1974 iniziando a scalfire oltre la superfice rock del primo lavoro.

Seven Seas of Rhye è il perfetto esempio, con pianforti, chitarre, voci sovrapposte, che creano l’alchimia Queen.

I primi due album ebbero un buon successo commerciale e i Queen si ritrovano da spalla degli Aerosmith e protagonisti di un tour in Giappone.

Sheer Heart Attack: la Svolta

Con Sheer Heart Attack, i Queen danno un forte impulso alle ambizioni e alle potenzialità, iniziando a percepire che si può essere davvero grandi.

L’album, ed in particolare il singolo Killer Queen, si piazzano bene nelle sia classifiche inglesi che d’oltremanica, e i Queen iniziano a intuire che qualcosa di magico bolle in pentola, qualcosa di Bohemiano………

A Night at the Opera – Bohemian Rhapsody

I primi tre lavori dei Queen, pur riscontrando un discreto successo di critica e pubblico, non sfondano come la band si aspetta, e iniziano le prime, aspre battaglie legali, con management e casa discografica.

Passati sotto John Reid, già manager di Elton John, ed il controllo da parte della EMI, i Queen lasciano da parte le dispute legali, per concentrarsi, sotto l’occhio vigile di Roy Thomas Baker, alla produzione di A Night at the Opera.

La band si chiude in uno sperduto studio del Galles per delle infinite sessioni di registrazione e sovrincisione di quello che sarà, uno degli album più importanti nella storia del rock.

Bohemian Rhaposdy, (Mama, per i puristi del web), è un brano probabilmente incommentabile.

Ognuno la sente a suo modo, è troppo personale.

I’m love with my car, You’re my best friend,39, accompagnano tutto il percorso musicale del disco.”Death on two Legs” lo apre, dove Freddie sputa tutto il suo odio nei confronti dell ex-management.

A Night at the Opera, spinto da Bohemian Rhapsody, porta i Queen nell’elite, regalando a Mercury, la fama e all’attenzione che il suo ego smisurato necessita.

La formazione si mette in moto e nei lavori successivi, A Day at the Races, News of the World, sforneranno successi e hit a ripetizione.

Tie Your Mother Down, Spread Your Wings, e le immortali We Will Rock You, We are the Champions, sono solo alcuni dei successi che i Queen piazzano in classifica ed esportano in Europa e Stati Uniti.

Album e tour si susseguono di pari passo e i Queen entrano in una spirale intensa ed estremamente produttiva.

Queen anni 70
Voto alla giacca di Freddie 49282172

Don’t Stop me Now e il cambio di Look

Nel 1978 i Queen tornano in studio col produttore di A Night at the Opera Roy Thomas Baker per il nuovo album: Jazz.

Il disco, registrato nel 1978, vede i Queen esplorare nuovi orizzonti musicali, cercando di mantenere una personalità ormai consolidata negli anni.

Don’t Stop Me Now, Fat Bottomed Girls, Bicycle race, le tracce più riuscite del disco che segna anche una sottile linea di demarcazione.

In un certo senso, con Jazz, porrà fine a un ciclo dei Queen, la prima parte di carriera, caratterizzata da un ostracismo verso l’elettronica e una forte risonanza barocca in gran parte delle produzioni.

Anni 80 / The Works

Gli anni 80 per i Queen sono un periodo di svolta e cambiamento.

L’album “The Game“, il primo della decade, vede l’inserimento di sintetizzatori e un sound più asciutto, e nel video dell’omonima title track, Mercury sfoggia per la prima volta i suoi folti baffi.

Proprio Mercury scrive nel bagno di un Hotel di New York con una chitarra scassata la famosa Crazy Little Thing Called Love.

Crazy Little Thing Called Love è anche l’unico brano dei Queen dove, dal vivo, Brian May per eseguire un assolo di chitarra mette da parte la sua amata Red Special, per imbracciare una Fender Stratocaster.

John Deacon, da buona finissima penna, scrive e arrangia Another One Bites the Dust, un brano funk minimale che porta i Queen in vetta negli USA.

Nel 1982, i Queen, pressati dal fisco inglese, decidono di emulare i Led Zeppellin del 1978 con l’album Presence, andando a registrare il successivo lavoro, Hot Space, ai Musicaland Studios di Monaco di Baviera.

La vita notturna e lo sterminato numero di gay-club della cittadina tedesca influenzano tutto il disco, che diviene un’estrema improvvisazione elettronica.

Poche tracce rimangono degne di nota, una fra tutte Under Pressure, scritta e incisa assieme al grande David Bowie.

Post Hot Space

Tra i quattro le frizioni si fanno sempre più aspre e così, dopo l’Hot Space Tour, la band decide di prendersi una pausa.

I Queen tornano in studio nel 1984, negli Stati Uniti ed iniziano a incidere “The Works“.

Il disco è una continua sperimentazione tra hard rock, con Hammer to Fall, synth pop con Radio Gaga e I Want to Break Free e ballad come A Hard Life.

Il disco fa rinascere i Queen e li proietta vogliosi in una tourneè asiatica e l’imminente Live Aid del 1985.

Queen anni 80
1984 – The Works

Il Live Aid 1985

Nel 1985 il mondo inizia della musica ad accorgersi (svegli eh) dell’estrema povertà che affligge l’ Africa.

Così Bob Geldof, disegna questa grande manifestazione musicale per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi.

Tutte le stelle dalla musica sono invitate nei palchi di Wembley e Philadelphia.

Dagli U2 ai Beach Boys, da Sting ai Led Zeppelin, da Phil Collins a Elton John, dai Black Sabbath a David Bowie, le più grandi star della musica coinvolgono in quest’evento.

I Queen accettano l’invito e alle 18.20 salgono sul palco per dare vita ad un’ esibizione da tutti considerata come la più grande di sempre nella musica rock.

La performance di Freddie Mercury e soci è strabordante, ma è soprattutto il carisma del frontman a lasciare tutti senza fiato.

Mercury trascina il pubblico con i suoi “Eooooooooooooo” , creando in Radio GaGa e We will Rock You un vero e proprio esercito di mano al suo servizio.

A Kind of Magic

Nell’ 86, forti e coesi più che mai i Queen tornano in studio per incidere A Kind of Magic, un album molto pop e orecchiabile che sarà anche colonna sonora al film Highlander con Sean Connery.

A Kind of Magic,(qui potete sentire il demo) One Vision, Who wants to live Forever, Princes of the Universe, la canzoni più apprezzate dell’album.

Dopo aver ultimato il lavoro, i Queen si imbarcano nella loro ultima spettacolare tourneè, che vede alcune date storiche come il doppio ritorno a Wembley e l’ultima data in assoluto della band a Knewborth.

Il tour, trionfale e coinvolgente lascia i quattro stanchi e provati, tant’è vero, che i Queen decidono di prendersi una pausa che durerà ben tre anni e mezzo.

The Miracle e l’AIDS

Nel 1988 i Queen tornano in studio per lavorare sul nuovo album: The Miracle. La band è stata ferma da ben tre anni e le indiscrezioni che danno Freddie Mercury colpito dalla piaga dell’AIDS si susseguono sempre più.

The Miracle è un album di assoluta fattura e gusto, con i quattro che per la prima volta, decidono di redistribuire i diritti d’autore in parti eguali, senza considerare chi ha prodotto l’idea o arrangiato il brano.

L’album esce nel Maggio del 1989, accompagnato da brani di grande forza e successo come I Want it All, The Miracle, Breakthru, The Invisbile Man.

Dopo l’uscita del disco i Queen annunciano che non intraprenderanno nessun tour e questo fa intuire che forse, purtroppo, qualcosa di vero sulle condizioni di Mercury sia vero.

Lo stesso Mercury nel frattempo, si dedica anche alla lirica, interpretando con Montserrat Caballè, Barcelona, brano scelto per inaugurare le omonime olimpiadi della città catalana nel 1992.

queen innuendo
Mature Queen

Il gran finale: Innuendo

Con Mercury ormai debole e malato, i Queen si gettano a capofitto in studio cercando di condensare al meglio il poco tempo rimasto al grande frontman.

Nasce così Innuendo.Con Taylor, May e Deacon che scrivono e sorreggono Mercury e il suo talento nelle interminabili ed estenuanti registrazioni.

Il risultato è un album semplicemente capolavoro, probabilmente quello della maturazione più completa, con brani di una pregevolezza rarissima e un gusto sopraffino.

Mercury canta divinamente e gli strumentisti sono all’apice delle proprie carriere, con gusti e suoni incredibilmente potenti e decisi.


Show Must Go On, Innuendo, These are the Days of our Lives, entrano con prepotenza nella storia del gruppo e della musica.

Toccante il video di These are the Days of our Lives, dove Mercury nel finale guardando la camera saluta i suoi fan con un debole quanto intenso “I still Love You“.

La morte di Freddie Mercury

Il 24 Novembre 1991, Freddie Mercury muore nella sua casa londinese di Garden Lodge a causa di una polmonite, resa mortale dalle difese immunitarie compromesse dall’AIDS.

I tre componenti rimasti dei Queen annunciano una grande concerto in sua memoria, il Freddie Mercury Tribute.

Guns n’ Roses, David Bowi,Black Sabbath, Metallica e altri grandi della musica, suonano con i tre Queen rimasti, omaggiando il grande cantante scomparso.

In parallelo May, Deacon e Taylor, lavorano con calma ad un album postumo, completando i brani che non erano riusciti a finire con Mercury.

L’album uscirà nel 1995, con il titolo: Made in Heaven, una collezione di brani dove la memoria di Freddie volteggia felice e frizzante.

La giusta chiusa che avrebbe voluto.

Queen Rami Malek Freddie Mercury
Fred & Rami

I Queen dopo Freddie Mercury

Dopo la morte di Freddie, i “superstiti” per un pò mettono da parte i progetti discografici, tornando solo negli anni 2000 con una serie di Tournee con ospiti alla voce, dapprima Paul Rodgers, seguito poi da Adam Lambert.

Se dal punto di vista musicale, i nuovi Queen riscuotono tiepidi successi, (mai uno stadio, per capirci), il mondo del cinema, capisce la grande forza della storia e del personaggio dei Mercury, mettendo in produzione , Bohemain Rhapsosdy.

Rami Malek interpreta magistralmente Mercury, tanto da vincere il premio oscar come miglior attore protagonista nel 2019.

Il film, si rivela un successo al botteghino, nonostante l’ampio uso del romanzo, per essere gentili.

Le migliori canzoni dei Queen

  • A Kind Of Magic
  • Another One Bites the Dust
  • Bohemian Rhapsody
  • Crazy Little Thing Called Love
  • Don’t Stop me Now
  • I Want it All
  • Innuendo
  • It’s an Hard Life
  • One Vision
  • Play The Game
  • Radio GaGa
  • Save Me
  • Somebody to Love
  • The Miracle
  • The Show Must Go On
  • Tie Your Mother Down
  • Too Much Love Will Kill You
  • Under Pressure
  • We Are the Champions
  • We Will Rock You

Ascolta la Playlist Spotify: Le migliori canzoni dei Queen

Curiosità: Quanti dischi hanno venduto i Queen?

Secondo le ultime cifre i Queen hanno venduto complessivamente oltre 300 milioni di dischi, una cifra che li mette ai primi posti della Classifica delle band con il maggior numero di dischi venduti.

Freddie Mercury
Queen Live nel 1985

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